Del lancio dei dadi e dei numeri

Una delle pratiche tanto di moda oggi tra i circoli pseudo-esoterici è quello di trarre degli auspici dai numeri che escono lanciando i dadi. Auspici per la giornata odierna, per una specifica situazione, per il risultato che si otterrà da una operazione o da un lavoro.

In pratica che cosa accade? Accade che, per fare un esempio, la sensitiva, strega e cartomante di turno, alla mattina, se ne esce con una affermazione del genere: vediamo come andrà la giornata oggi. Dopodiché lancia i dadi e sulla base dei numeri usciti, applicando le regole della numerologia, determinerà gli eventi fondamentali della giornata.

Visto il dilagare di pratiche di questo tipo forse dovremmo fare due considerazioni. E mi scuseranno coloro i quali desiderino avere risposte belle, pronte e confezionate leggendo 2 righe succinte in cui viene espresso un concetto a cui credere per fede: gli idioti non devono parlare di magia.

Al contrario, chi desidera capire, segua il mio ragionamento ed esegua qualche prova che qui descrivo. Prendi due dadi nella mano. Lanciali sul tavolo con il forte intento di capire come andrà la giornata e segna i numeri che ne escono. Un istante dopo, raccogli nuovamente i dadi e lanciali ancora con lo stesso intento. Sono usciti gli stessi numeri? NO? Veramente no?

E’ davvero possibile che quei pochi secondi che passano tra il primo lancio dei dadi ed il secondo lancio segnino un destino tanto diverso per la giornata in corso? E allora ti viene probabilmente spontaneo interrogarti su quale dei due lanci sia quello corretto a prevedere l’andamento della giornata. Il primo o il secondo? O eventualmente un terzo che dovesse seguirne?

E se due persone lanciassero i dadi contemporaneamente con l’intento di scoprire gli auspici per la giornata? Uscirebbero gli stessi numeri? Prova tu stesso con un amico. I dadi hanno dato lo stesso responso? No?? Come mai? Chi dei due ha quindi potere di interpretare i dati che risultano dai numeri?

Fai anche una terza prova. Metti due dadi nella mano sinistra ed altri due nella mano destra. Lancia contemporaneamente. Dovrebbero dare lo stesso risultato, perché stiamo parlando di un lancio fatto nello stesso momento nello stesso luogo e dalla stessa persona. Eppure scommetto che i dadi hanno dato due risultati differenti. Allora cosa farai? Interpreterai quelli lanciati dalla mano destra o dalla sinistra?

Esiste il modo di ottenere un preciso risultato dal lancio dei dadi? Certamente esiste. Scientificamente. Ma le variabili in gioco sono cosi tante che l’uomo non è in grado di calcolarle. Alcune di queste sono:

  • la posizione dei dadi nella mano
  • la forza con cui si lanciano i dadi
  • la direzione verso la quale si lanciano
  • l’angolo rispetto al tavolo verso cui sono lanciati
  • il materiale con cui sono fatti (più duri, rimbalzano di più, più morbidi assorbono l’urto)

Dunque, se conoscessimo e sapessimo lavorare con queste variabili ed altre, forse potremmo dire che il risultato dei dadi dipende effettivamente dalla sensibilità dell’operatore; da come tiene i dadi in mano, da come li lancia e cosi via.

Ma questo sappiamo non essere vero proprio perché non sappiamo mai ripetere una seconda volta un esito.

E per quanto riguarda poi l’interpretazione? Cosa possiamo dire? Possiamo davvero dire che la somma dei numeri di due dadi (12) ci darà tutte le infinite possibilità che potrà avere una giornata? Una situazione? Un lavoro?

E poi, come possiamo conciliare il fatto che il dado possiede 6 facce mentre la numerologia considera il numero 9 come ultimo numero ed il 10 infatti è nuovamente considerato come numero 1?

Tutto questo ve lo racconto per farvi capire come, ancora una volta, quando trattiamo argomenti di magia ed esoterismo, serve una serietà fuori dal comune. Chi crede di aver capito o scoperto un mistero in un baleno, chi crede esista un trucco o una formula magica, può fare solamente il cialtrone di turno. Al contrario, chi comprende che la conoscenza è fatica ed impegno ha buone possibilità di riuscita.

Pur non avendo mai trattato nello specifico l’argomento numerologia, un consiglio voglio darlo a chi desidera imparare quest’arte, forse più bistrattata e mal capita anche dell’Astrologia. In natura lo zero non esiste, proprio per definizione. Non va dunque considerato se non come fattore di passaggio da un regno al successivo.

I numeri vanno poi associati a valori universali. Solo in questo modo potranno avere senso. Per farti comprendere: che valore può avere calcolare il numero di una persona partendo dalla sua data di nascita, visto che la sua data di nascita è solo una convenzione partendo dall’anno zero deciso appunto per convenzione? Se la storia avesse deciso la nascita di Cristo due settimane più tardi e quindi tutte le date si sarebbero spostate di 14 giorni avanti, la tua interpretazione sul numero della persona partendo dalla sua data di nascita sarebbe stata completamente diversa.

Piuttosto allora, per trovare qualcosa di concreto, puoi lavorare sul nome che, pronunciato, effettivamente riporta ad una vibrazione, misurabile, quantificabile, che non dipende da una convenzione ma che si trasmette dalla mente (corpo mentale) alla bocca oppure alla carta quindi al corpo fisico o emotivo.

Ragiona per macro caratteristiche, associando ad esempio i pianeti alle vocali. E se vuoi lavorare coi numeri ricorda che devi trasformarli in qualcosa di fisico affinché funzionino. L’uno è l’Universo, il tutto; ed il due non è la somma di due numeri uno ma la divisione dell’uno in due parti. Qui nascono le prime polarità. Ed il tre è l’unione di maschio con femmina, la divisione del tutto nelle due polarità. Il quattro è la superficie, quindi la base sulla quale costruire ciò che desideri. Perché la tua costruzione avverrà con l’otto, numero che mi rappresenta il volume.

E’ attraverso la geometria che potrai scoprire la forza dei dadi, non certo tirando due dadi a caso!

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