L’Accettazione: che gran stronzata!

Un titolo un po’ forte, lo so. Ma mi interessa poco. Cosi come, poco mi interessa le molte ire ed i molti disappunti che attirerò.

Non mi interessa.

Perché esoterismo e magia devono essere in primo luogo togliersi le maschere, per lavorare sui propri difetti.
Questa dilagante moda che sta imperversando e che parrebbe avere origine orientale, dell’accettazione, come fosse la panacea per ogni male, spirituale, psicologico a volte addirittura fisico. Ci viene costantemente detto che quando una cosa crea “resistenza” l’unica maniera per risolvere il problema è accettarla.

Insomma, pare con questa mania dilagante dell’accettazione, ci sia stata rivelata una grande misteriosofia, una pratica che, se condotta con costanza, può produrre la nostra evoluzione spirituale. Tutto bello parrebbe, l’unico problema è che si tratta di una grande balla. Eh già, una grande balla. Eppure è strano che cosi tante persone professino l’accettazione visto che ci vuole cosi poco a capire quanto male può fare in campo spirituale.

Ragionaci sopra, con calma. Credi davvero che il grande, grandissimo lavoro che deve fare un esoterista o un ermetista, un lavoro tanto grande da essere chiamato “Grande Opera” si riduca al non fare nulla? All’accettare e basta? Molto comodo, non ti pare?

Il lavoro del Mago è lo sviluppo della volontà, piena e solare. Lo si impara fin dai rudimenti di un percorso iniziatico. Un lavoro su se stessi, per scovare i difetti, lavorarci, levigarli, eliminarli. Controllare le pulsioni, controllare mente e parola, sempre ogni ora, ogni giorno.

Accettare? Accettare cosa? Molto comodo accettare quello che non ci piace perché non abbiamo il coraggio e la forza di cambiarlo per migliorarlo. Basta accettarlo, no? Credo che dietro l’accettazione si nasconda un comportamento molto ipocrita. Fingiamo di accettare ciò che non ci piace per giustificare la nostra scarsa volontà, il nostro coraggio inesistente e la nostra fede rivolta alla materia invece che allo spirito.

Se venissi cacciato di casa, se il tuo posto di lavoro fosse usurpato da un nullafacente, se per strada fossi presa o preso a schiaffi lo accetteresti? Lo faresti davvero?

Quello che va fatto è l’esatto contrario, è il lavoro costante, duro, tenace su ciò che non ti piace, per migliorarlo secondo la volontà. Oppure preferiamo fare finta che le grandi opere dell’uomo, nella letteratura, nella medicina, nell’arte, nell’edilizia siano frutto dell’accettazione?

Diciamo le cose come stanno: l’accettazione è l’ultima risorsa prima della sconfitta.

E credo che ad un mago non si addica.

 

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