Siamo verso l’estinzione? E poi cosa ci aspetta?

Dal bruco alla farfalla. Questo aspetta l’umanità? Una nuova era?

Abbiamo visto nella prima parte e nella seconda parte di questo articolo che, effettivamente, l’umanità potrebbe essere arrivata ad un traguardo. Ad un nuovo Diluvio Universale. Ad una nuova era umana. Ad una fine d’epoca umana cosi per come l’intendiamo. Ma poi cosa ci aspetta? Esiste una fine senza un inizio oppure dobbiamo aspettarci una nuova era umana?

Non possiamo essere certi di nulla, naturalmente. Ma osservando con attenzione la natura ne deduciamo un fatto: tutto è ciclico, tutto si ripete, nulla inizia mai o finisce mai del tutto. Come dice la legge sulla conservazione della massa: “nulla si crea e nulla si distrugge; tutto si trasforma”.

Dunque perché questo ragionamento non dovrebbe essere valido anche per la nostra anima, cioè per la parte di noi che non possiede specifiche fisiche, come massa, volume, peso ecc. Perché questo principio universale non dovrebbe essere valido anche per le parti dell’uomo che sono più elevate, quelle spirituali?

Molto probabilmente è cosi

Molto probabilmente qualcosa dopo la morte del corpo fisico si conserva e permane per tornare ad occupare uno spazio diverso da quello precedente. Quindi, se l’umanità si trova realmente ad un passo da un epocale cambiamento di stato, possiamo avere “fede” in un nostro continuare il cammino. Che non è stato, fino ad ora, un cammino di evoluzione ma di involuzione. E da qui la necessità di una “estinzione”. Se l’essere umano cambia radicalmente, allora può iniziare un reale cammino di crescita, di evoluzione, di palingenesi.

Possiamo ora chiederci: questo cambiamento, che è già nell’aria per i più sensibili, sarà piacevole o traumatico?

Beh ogni cambiamento è dato da una scelta, da una spinta, da una necessità, da una volontà. Ed è traumatico; a volte poco. Altre volte molto.
Pensiamo al cambiamento scolastico dalle elementari alle medie. Può essere traumatico per il bambino, anche se in realtà si tratta solo di continuare nel percorso di studi.

Pensiamo alla nascita di un figlio. Per il neonato è un trauma molto forte abbandonare il vecchio mondo materno per nascere al mondo fisico. Eppure tutto attorno è gioia e felicità per la nascita.

Il trauma del neonato che arriva nel nuovo mondo senza nemmeno saper respirare.

Un cambiamento importante

E quello di cui si parla qui non è certo un cambiamento da poco. E’ qualcosa di enorme, che coinvolge la maggior parte degli essere umani, in un modo che è difficile prevedere. Sicuramente farà male. E lo farà in proporzione a quanto siamo pronti e disponibili al cambiamento; e, aggiungerei, quanto siamo coscienti della sua necessità.

Non so dire se questo cambiamento comporterà la distruzione fisica delle attuali civiltà, ma sicuramente quella morale è già in atto. Da molto tempo. Qualcuno si è già accorto perché i tempi si stanno accorciando. Ma molti altri, al contrario, non si accorgono di nulla. I primi ne soffrono mentre gli altri sembrano ipnotizzati. Costoro sono quelli cui il cambiamento, una volta palesato in tutta la sua violenza, farà soffrire maggiormente. Come un risveglio improvviso nel cuore della notte per un forte boato.

Quando ha inizio la nuova era umana?

Mi si chiede spesso se posso dare la data questa fine d’epoca, questa fine di civiltà. E tra me e me penso: ma non ti sei accorto che è già iniziata? Possiamo cercare di capire quando finirà questa condizione miserabile dell’uomo, seguendo, come detto nella prima parte di questo mio pensiero, i cicli astrologici delle civiltà. E questa data non è ormai molto lontana: 2030dc.

Ad oggi mancano quindi otto anni. Otto brevissimi anni duranti i quali vedremo la civiltà toccare il fondo.

esiste un termine all’attuale ciclo dell’uomo? Si, il 2030!

Cosa possiamo fare?

Esiste un modo per prepararci ai difficili eventi che ci aspettano da qui al 2030 e la nuova era che seguirà? Magari come fanno i Preppers, che si preparano ad eventi catastrofici.

Certo, esiste un modo per prepararsi a questi otto duri anni. Ed il modo non è certamente quello di accumulare ricchezze o risorse. Ma lavorare su noi stessi. Non è cosa che possono permettersi di fare tutti, naturalmente. La maggior parte degli esseri umani ha poca speranza, perché ormai completamente scollegati dalla propria anima. Per la maggior parte non esiste alcuna nuova era dopo il 2030. E’ troppo tardi tornare indietro da certi comportamenti, da certe mentalità, da certi stili di vita.

Invece, per gli Uomini ancora in grado di ascoltare la propria anima parlare, magari nei momenti di silenzio e tranquillità, o prima di prendere sonno, c’è forse la possibilità di prepararsi e poi salvarsi.

Ma costoro devono lavorare duramente, su loro stessi naturalmente. Preparare sé stessi, non l’ambiente che li circonda.

Quello che sto dicendo è semplice: se riesci a capire che tutto il mondo sei tu e che niente finisce mai veramente, ma si trasforma e basta, allora non hai più niente da temere. Né nulla da perdere perché l’anima è immortale, lo spirito è presente nell’etere ed il corpo l’avresti perso comunque, solo un po’ più in la negli anni.

Nella pratica?

Ci si prepara nella pratica, non nella teoria. Duro lavoro, certo. Ma si inizia lentamente e si prosegue poco alla volta, un passo dopo l’altro; con calma e costanza. Cosi si arriverà alla Nuova Era umana.

Piccole cose all’inizio. Ad esempio stare zitti. Nel dubbio è sempre bene stare zitti, non commentare, non scrivere a vanvera, non farsi tirare dentro discorsi di bassa lega e tendenti all’idiozia. Focalizzarsi su pensieri costruttivi ma senza dimenticare quello che accade davvero e senza fare voli di fantasia. Non occuparsi di politica in special modo. 

Rimanere concentrati sull’obiettivo: conoscere noi stessi, i nostri difetti e contenerli, lavorarli, migliorarli.

E’ solo il lavoro su noi stessi che potrà fare la differenza. Niente altro. Nessuna promessa, nessuna aspettativa, nessuna illusione. Duro lavoro su noi stessi.
Questo ci salverà.

 

 

Lavorare su noi stessi, per togliere le parti inutili e mostrare l’opera d’arte nascosta nella materia

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